Platano

Platanus acerifolia, Platanus hybrida o anche hispanica, platano

È un albero di prima grandezza che può superare i 45 m di altezza. Albero imponente con fusto e branche possenti, ha chioma espansa ed ombrosa. In origine importato dall’Asia minore (P. orientalis) si è poi ibridato con l’occidentalis formando il P. acerifolia che troviamo comunemente nei parchi e nei viali italiani.
La forma naturale di tale albero è caratterizzata dai rami che si dipartono dal fusto principale a breve altezza e si allargano a raggiera. Purtroppo, le pratiche paesaggistiche lo hanno sempre imposto con fusto privo di rami per molti metri. Le foglie sono molto ampie e a 5 lobi. In greco platus significa largo, piatto, di qui il nome platanos.
Essendo uno degli alberi più comuni in Grecia, non sorprende l’innumerevole quantità di miti e leggende che hanno come protagonista il platano. In epoca romana famoso è il banchetto fatto preparare dall’imperatore Caligola all’interno di un gigantesco platano nei pressi di Velletri, facendo montare una piattaforma sui grandi rami. Gli Antichi Romani e i Greci, sostenevano che questi alberi tenevano lontani i pipistrelli, considerati uccelli del malaugurio. Mentre le gemme fiorali, prese con il vino, si pensava fossero un rimedio contro il veleno dei serpenti.
Dal punto di vista arboricolturale, il platano è un albero molto plastico, in grado cioè di chiudere in breve tempo grossi tagli o rotture di rami, mediante la crescita di calli cicatriziali. Purtroppo, dagli anni ’80 del ‘900 si è diffusa in Europa una grave malattia fungina (Ceratocystis platani) che porta rapidamente alla morte l’intera pianta, falcidiano così interi viali che, soprattutto in Veneto, caratterizzavano fortemente il paesaggio.
Può vivere fino a 500 anni.  

viale di alberi di platano con ombra